Quando i fumetti (e i vampiri) si installano nella realtà e ci spiegano più di un saggio o un articolo: questo sono i “Succhiasuolo” di un artista del fumetto, Ivan Manuppelli alias Hurricane, dalla straordinaria vena (è il caso di usare questo termine) satirica. Animatore e complice della collana Strade Bianche di Marcello Baraghini come della rivista “Čapek”, Hurricane ha lavorato per tante testate, tra tutte ricordiamo almeno “Frigidaire” e “Splatter”.
Di recente, Hurricane si è dedicato ai vampiri con l’albo Milano Horror Stories (AFA – Autoproduzioni Fichissime Andergraund, 2025) dove, in stile “fumetto underground”, si narrano le perfidie sfruttatrici di una genìa vampirica dedita alle speculazioni edilizie e alla predazione degli immobili per imporre gli affitti brevi: i Succhiasuolo, appunto. Per quanto i vampiri siano un pretesto, i loro ritratti evocano le immagini classiche del vampirismo e non mancano i riferimenti indirizzati ai più sofisticati appassionati, come le citazioni di Emilio de Rossignoli e della versione islandese di Dracula scritta da Valdimar Ásmundsson. A novembre 2025, i Succhiasuolo saranno in mostra a Bologna, all’Edicola Lino’s al Pratello.

Quei mostri vampireschi di Hurricane, al loro primo apparire, hanno quasi anticipato le cronache, con le recenti speculazioni immobiliari al centro di inchieste e scandali milanesi. Onore quindi a chi ha trasformato i banditi del mattone in grotteschi vampiri metaforici, per spiegare bene in che mondo viviamo. Ma io, da vecchio vampirologo, devo spezzare una lancia in favore dei vampiri, ingiustamente associati nel fumetto ai perfidi speculatori. No, su questo dissento! Dracula non farebbe mai costruire grattacieli, lui ama le antiche case fatiscenti (senza nemmeno ristrutturarle). Nel romanzo di Bram Stoker, appena Jonathan Harker gli illustra la casa trovata per lui in Inghilterra, Dracula si compiace che sia antica e vetusta, forse medievale: “Vivere in una casa nuova mi riuscirebbe insopportabile. Un edificio non può essere reso abitabile in un giorno; e in fondo, quanti pochi ne occorrono per fare un secolo!”. Anche Nosferatu, nel film del 1922, parte dal suo castello per trasferirsi in una nuova casa. E cosa sceglie? Dei vecchi magazzini in disuso. Nessuna speculazione, nessun cantiere per erigere palazzi.

Il problema è che i vampiri hanno avuto in sorte di essere utilizzati nell’immaginario come “maschera” per i cattivi più cattivi, fin dall’Ottocento quando fiorivano le vignette satiriche dove i vampiri erano i capitalisti sfruttatori, per arrivare ai nostri tempi dove un paio di canini appuntiti vanno sempre bene da aggiungere a una foto del governante o del dittatore odiato di turno. In realtà, però, i vampiri hanno origini proletarie (quando appaiono per la prima volta nelle cronache, nel XVIII secolo, erano soprattutto contadini e popolani) e poi diventano trasgressivi perdigiorno (con il Ruthven di John Polidori) o guerrieri aristocratici e libertini (con il Dracula di Bram Stoker), tutti ben lontani dalla borghesia rampante che creò il capitalismo. Del vile denaro nulla importa ai vampiri, mentre i “Succhiasuolo” vivono solo per il profitto. Non attribuiamo, allora, immeritate colpe ai Succhiasangue, del tutto estranei ai Succhiasuolo. Anche perché, ricordiamolo, i Succhiasangue non esistono se non nei libri, nei film e nei fumetti, i Succhiasuolo ci sono davvero, tra noi, per far danni.


Buongiorno, dove è possibile acquistare l’albo Milano Horror Stories (AFA – Autoproduzioni Fichissime Andergraund, 2025). Grazie