MADAME VAMPIRE: RICORDO DI ORNELLA VOLTA

Ci ha lasciati il 16 agosto Ornella Volta, singolare figura di intellettuale che al vampirismo ha dedicato testi fondamentali, a partire da I vampiri tra noi (Feltrinelli, Milano 1960), un’antologia di opere letterarie sul vampiro curata con Valerio Riva e con prefazione di Roger Vadim. Seguì quindi il decisivo Le vampire – Il vampiro, pubblicato prima in Francia (Pauvert, Paris 1962) e poi in Italia (Sugar, Milano 1964). Il suo approccio freudiano alla figura del vampiro, lo scavo etnologico, la nobilitazione di uno sguardo critico su un fenomeno all’epoca scarsamente considerato hanno avuto un ruolo importante negli studi sull’immaginario non solo vampiresco.

Edizione francese e italiana del fondamentale testo di Ornella Volta

In particolare l’edizione francese, ma in parte anche quella di Sugar, si avvaleva di una ricerca iconografica che ha fatto scuola. Tra l’altro, il marito di Ornella, Pablo Volta, grande fotografo argentino morto in Sardegna nel 2011, realizzò alcune prove per le illustrazioni dell’edizione Pauvert, una delle quali è stata recentemente esposta alla mostra parigina Vampires.

Una fotografia preparatoria di Pablo Volta per Le vampire

I vampiri furono solo una parentesi nell’attività di Ornella Volta. Dopo aver pubblicato un eccellente Frankenstein & Company (Sugar, Milano 1965) sui grandi personaggi dell’immaginario orrorifico e dopo una interessante collaborazione con la rivista “Horror”, preferì dedicarsi soprattutto a studi sul compositore Eric Satie.

Due edizioni tascabili in inglese del libro di Ornella Volta

Nel 1985 collaboravo con Mario Accolti Gil agli inserti illustrati della rivista “Mondoperaio” e in occasione di un inserto sui vampiri chiedemmo a Ornella Volta un testo sul tema. Erano decenni che non scriveva più sull’argomento, ma accettò volentieri e ci inviò un articolo, Tre secoli di vampirismo, dove spiegava anche le ragioni del suo distacco dalla “vampirologia”, e che poi ristampai nell’ormai introvabile Vampirismus – Gotico e fantastico nel mito del vampiro (Alfamedia, Roma 1986). Ho quindi deciso di scansionare l’articolo originale uscito su “Mondoperaio” (luglio 1985) e di riprodurlo qui in omaggio alla nostra vampirologa prediletta.

RON BORST, IL COLLEZIONISTA CHE AMA “DRACULA” (1958)

Ron Borst (noto anche come Ronald V. Borst) è uno straordinario collezionista americano che da molti anni gestisce un negozio di memorabilia cinematografiche a Hollywood. È stato un pioniere della pubblicistica sul cinema fantastico, attraverso la mitica rivista “Photon”, e ha messo a disposizione i migliori pezzi della sua immensa collezione per il libro Graven Images, pubblicato nel 1992 con prefazione di Stephen King. Lui stesso si autodefinisce “an obsessive collector” non solo di poster, locandine e foto, ma anche di libri e riviste da un sessantennio.

Ron Borst nel suo negozio “Hollywood Movie Posters”, a Hollywood

Si può quindi immaginare quanto mi abbia lusingato leggere una email di Borst dove esprime la sua ammirazione per il mio libro Dracula il vampiro. Il capolavoro gotico della Hammer 60 anni dopo, che aveva appena ricevuto da un corriere: “Sono completamente senza parole. Non sapevo cosa aspettarmi e quando ho aperto il pacco vi ho trovato uno dei migliori libri di cinema di tutti i tempi dedicato al mio film preferito della Hammer (e uno dei miei preferiti in assoluto)!”
Nel nostro scambio di email Borst si è prodigato in racconti e commenti che meritano di essere conosciuti dagli appassionati. Con il suo consenso, ne riporto alcuni.

Copertina del libro Graven Images

Innanzitutto Borst è un grandissimo fan proprio di Dracula (1958) e tra l’altro possiede 4 versioni dei poster italiani (uno dei quali lo ha fornito alla Warner Bros. per la copertina del loro DVD di qualche anno fa). In suo possesso è anche la copia originale della sceneggiatura di Dracula appartenuta a Christopher Lee (oltre a quelle di Taste the Blood of Dracula e Scars of Dracula).
Il mese di agosto, poi, è legato strettamente ai ricordi di Borst su quel film: “Agosto è per me sempre un mese speciale, perché il 16 agosto 1958 (due anni dopo la morte di Bela Lugosi nella stessa data) vidi Dracula durante una matinée al Capitol Theater di Whitehall, NY (e da allora lo rivedo ogni anno in quella data!). Poi, due settimane dopo, vidi nello stesso cinema quello che resta il mio film horror preferito di tutti i tempi, Night of the Demon”.
Anche quest’anno Borst non ha rinunciato al rito e proprio ieri, 16 agosto 2020, ha guardato Dracula (nella versione completa su Blu-Ray tedesco) in occasione del 62esimo anniversario della sua prima visione del film: “Dracula è l’unico film che ho veramente visto più di 100 volte nel corso della mia vita: avevo una copia in 16mm negli anni Settanta e la guardavo continuamente!”.

“One of the finest all-time cinema books!”: parola di Ron Borst!

“Ci sono tantissime cose in questo grande film sulle quali mi piace riflettere dopo aver passato una vita intera a guardarlo”. Così Borst a proposito di Dracula. E nel corso degli anni ha notato alcuni dettagli e contraddizioni molto curiosi.
Ad esempio, Borst si è accorto che la posizione del cannone al castello di Dracula cambia: punta a sinistra e poi a destra in un paio di differenti inquadrature quando Harker entra nel castello. La visione ripetuta del film gli ha fatto sorgere una lunga serie di domande. Come arriva un ananas sul tavolo del Conte, nell’Europa del 1885? Chi ha messo una statuetta della Madonna in una nicchia proprio accanto al castello di Dracula e chi cambia i fiori? E chi è che si avventura lì per ritirare il diario di Harker? E la statua della Vergine Maria non dovrebbe impedire l’accesso di Dracula? Come fa il carro funebre a entrare e uscire dal piccolo spazio oltre l’ingresso del castello, dovendosi girare? E come fa il cocchiere a caricare da solo la bara del Conte sulla carrozza?
Su un particolare del film, Borst ha una teoria precisa. Dracula si apre con la data del 3 maggio 1885, riportata nel diario di Jonathan Harker, poi durante una scena al posto di frontiera si nota un calendario che porta la data del 18 dicembre. Secondo Borst quella data corrisponde al giorno in cui venne filmata la scena.

Il cannone in Dracula (1958)

Ovviamente tra gli attori prediletti da Borst ci sono Peter Cushing e Christopher Lee. “Nel corso degli anni ho avuto il privilegio di incontrarli entrambi in molte occasioni”, dice Borst, “la più memorabile quando hanno lavorato insieme per l’ultima volta per il documentario sulla Hammer Flesh & Blood, del mio compianto amico Ted Newsom, girato a Canterbury nel maggio 1994. Quando avevano terminato i loro racconti e se ne stavano andando, chiesi se volessero gentilmente posare insieme a me per una foto nel parcheggio dello studio. Dopo che un amico scattò la foto, si salutarono l’un l’altro e salirono su due diverse auto. Non si rividero mai più dato che Cushing morì due mesi dopo, in agosto. Mi sono reso conto solo anni più tardi che la fotografia con me tra di loro era l’ultima fotografia in cui posavano insieme. Quello è stato il momento più memorabile per un fan come me in 60 anni da appassionato”.

L’ultimo incontro tra Lee e Cushing in occasione del documentario Flesh & Blood, alla presenza di Ron Borst

Nel 1969 Borst spedì prima a Lee e poi a Cushing un esemplare della rivista “Photon”, che aveva in copertina un’immagine dei due attori, ed entrambi restituirono la copia della rivista autografata. L’ammirazione per Lee e Cushing porta però Borst a rammaricarsi che non esistano foto promozionali dei due attori insieme per Dracula: “Ho sempre trovato curioso che apparentemente non ci siano foto a fini promozionali di Lee e Cushing insieme nei rispettivi ruoli dei loro personaggi, ma ho il dubbio che sia perché avevano così poche sequenze insieme che il fotografo di scena o non era sul set quel giorno o si trattava solo di risparmiare denaro”. Effettivamente le sole foto di Lee e Cushing insieme, in occasione di Dracula, sono state scattate negli USA (alle conferenze stampa e alla festa di compleanno di Lee), ma la Hammer non ha mai utilizzato foto promozionali con i due attori nei costumi dei loro personaggi in quel film. I fan, ricorda Borst, dovettero aspettare fino alle riprese di Dracula A.D. 1972 per vedere qualche ritratto dei due attori insieme nei rispettivi ruoli di Dracula e Van Helsing. La Hammer pare anche abbia fatto scattare meno foto pubblicitarie per Dracula che per The Curse of Frankenstein, il loro primo film con la regia di Terence Fisher. Un nuovo gruppo di foto con Jonathan Harker in posa sembra sia stato scoperto e stampato in anni recenti, ma di fatto nessuna di Lee con Cushing.

La copertina di “Photon” autografata da Christopher Lee e Peter Cushing

Insomma, un grande appassionato del fantastico che in passato si dedicava anche a pionieristici articoli sul suo cinema preferito (per “Photon” scrisse un testo sui film di vampiri). E, come l’altro leggendario collezionista Forrest J. Ackerman che con la sua rivista “Famous Monsters of Filmland” lo iniziò alla passione per il fantastico, anche Borst è un vulcano di ricordi e notizie. Se avremo altre curiosità e informazioni inedite da Borst, “Vampyrismus” ne darà subito conto.

Da “Photon” n. 18 (1969)

DRACULA ovvero: il Non-Morto

Il testo teatrale di Bram Stoker, tradotto e curato da Fabio Giovannini

Il 18 maggio 1897 faceva la sua prima apparizione pubblica un personaggio dell’immaginario destinato a diventare immortale: Dracula. Quel giorno, infatti, per la prima volta in assoluto viene tenuto a battesimo il conte vampiro della Transilvania, grazie a uno spettacolo teatrale intitolato Dracula: or The Un-Dead (Dracula, ovvero: il Non-Morto) e presentato al Lyceum Theatre di Londra. L’autore era Bram Stoker, che pochi giorni dopo pubblicherà il romanzo Dracula. Il manoscritto di quel testo teatrale, a lungo sconosciuto, è oggi custodito alla British Library.

DRACULA ovvero: il Non-Morto consente per la prima volta al lettore italiano di scoprire un testo raro, pubblicato solo una volta in lingua originale nel 1997. Questo testo teatrale permette un’esperienza nuova anche all’appassionato o allo studioso che già conosce Stoker e il suo Dracula.

Con una prefazione di oltre 50 pagine firmata da Fabio Giovannini, curatore e traduttore di questa introvabile opera sconosciuta di Bram Stoker. Un volume fuori commercio, arricchito da numerose illustrazioni d’epoca: 336 pagine, in un’edizione a tiratura limitata di sole 100 copie numerate.

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Per scaricare l’indice e le prime pagine della Prefazione clicca qui sotto:

Kiss-Shot, la vampira bionda

C’è una vampira dell’immaginario contemporaneo che pochi conoscono. Eppure in Giappone ha migliaia di seguaci. Il film a cartoni animati (anime) in cui è apparsa, Kizumonogatari, ha incassato nel primo weekend di proiezioni giapponesi, a gennaio 2016, quasi tre milioni di dollari.
Il suo nome è piuttosto complesso: Kiss-Shot Acerola-Orion Heart-Under-Blade (Kisushotto Aseroraorion Hātoandāburēdo), definita la vampira “dal sangue bollente, dal sangue di ferro e tuttavia dal sangue freddo”.

Biondissima, dagli occhi d’oro e dal seno prominente, Kiss-Shot è nata in una serie di “light novels”, come vengono definiti in Giappone i romanzi con illustrazioni, avviata con Bakemonogatari e tutti con il suffisso “monogatari” (storia). Arrivati a oltre 20 uscite (alcuni sono stati tradotti in inglese), i romanzi della saga sono firmati da Nisio Isin, pseudonimo palindromo (spesso il nome è scritto senza spazi: Nisioisin) di un giovane autore di fumetti che all’epoca della prima storia del ciclo, apparsa su una rivista nel 2005, aveva 24 anni. Le illustrazioni dei volumi sono del taiwanese Vofan. I romanzi hanno dato origine a diversi anime, dal 2009 a oggi, compreso il film in tre parti Kizumonogatari (“kizu” significa “ferita”) che è un prequel della storia e narra il primo incontro del protagonista con la vampira Kiss-Shot. Nel 2018 è iniziato anche un manga di Oh! great (pseudonimo di Ito Ogure) tuttora in corso e giunto al nono volume.
La storia di Kiss-Shot è narrata inizialmente nel racconto Koyomi Vamp, uscito nel febbraio 2008 sulla rivista “Pandora” e poi in libro tre mesi dopo.

Copertina della traduzione in inglese di Kizumonogatari

Al centro della saga, nei diversi media, c’è lo studente liceale Koyomi Araragi, sessuofobo e tormentato, che vive in una città giapponese di provincia. Un giorno la studentessa Tsubasa Hanekawa, che lo attrae per il grosso seno e le mutandine spesso esposte, gli dice che vorrebbe incontrare la bella vampira che secondo alcune voci si aggira per la città. Koyomi non le crede, ma si imbatte proprio nella vampira: la trova agonizzante in una pozza di sangue, con braccia e gambe strappate. Mosso da altruismo accetta di farsi mordere per non lasciarla morire.

Kiss-Shot mutilata nel film Kizumonogatari

Il ragazzo e la vampira sono salvati da un bizzarro personaggio, Meme Oshino, sempre vestito con camicie hawaiane, e nascosti in una scuola abbandonata. Grazie al sangue di Koyomi, la vampira rigenera gli arti perduti e si trasforma in una bambina, ma a causa dell’attacco subito ha perso molti dei suoi poteri, anche perché Meme Oshino le ha tolto il cuore di nascosto.
Di Kiss-shot sono date ampie descrizioni. Parla con un linguaggio antiquato ed è vissuta 500 anni. Arrogante e aristocratica, tratta come un suddito Koyomi, diventato a sua volta vampiro dopo essere stato morso. Kiss-shot gli spiega di aver già avuto un suddito in passato, che però si tolse la vita: i vampiri, infatti, sono vittima della noia e spesso si suicidano. Apprendiamo anche che Kiss-Shot ha una straordinaria abilità con la sua katana: con un taglio netto, può ferire gravemente l’avversario senza che questi senta alcun dolore.
Koyomi deve fare i conti con la sua nuova condizione di vampiro, abituandosi a vivere in una situazione in cui il giorno e la notte per lui sono ribaltati: non ha ombra, vede nel buio, ha una grande forza e il potere di rigenerarsi (anche a lui verranno strappate le braccia e gli ricresceranno rapidamente). Koyomi dovrà poi combattere i tre cacciatori di vampiri sulle tracce di Kiss-Shot. Sono Dramaturgy (un vampiro mosso dal desiderio di vendetta), il giovane Episode (un mezzo-vampiro, privo però dei punti deboli dei vampiri, che odia i vampiri perché non lo accettano tra loro), e Guillotine Cutter (un umano). I primi due sono sgominati da Koyomi, mentre il terzo è morso e poi letteralmente divorato da Kiss-Shot per evitare che diventi un vampiro. Curioso in particolare Episode, armato di una croce gigantesca che scaglia come un boomerang sui vampiri. Durante il combattimento tra Episode e Koyomi, tra loro si frappone Tsubasa che resta gravemente ferita: Koyomi la guarisce con il potere del proprio sangue vampiresco.

La vampira Kiss-Shot con il giovane studente Koyomi

Nel film Kizumonogatari, la vampira Kiss-Shot dopo essere diventata bambina si trasforma in un’adolescente e poi torna donna, scontrandosi duramente con Koyomi, che non vuole farle uccidere esseri umani, nel corso di un surreale combattimento su un campo sportivo, dove i due si squartano e decapitano più volte reciprocamente. Alla fine, Koyomi succhia quasi tutto il sangue di Kiss-Shot, ma non la lascia morire: Meme Oshino, infatti, propone un patto che conduca entrambi a diventare pseudo-vampiri. Kiss-Shot rimarrà bambina per sempre, senza poteri, bevendo solo il sangue di Koyomi. Il ragazzo riacquisterà in parte la sua umanità: potrà uscire alla luce del sole e continuerà a rigenerarsi e ad avere alcuni poteri vampirici, senza cibarsi però di sangue umano.
Anche nel romanzo e nei fumetti Kiss-Shot resta con l’aspetto di una bambina di otto anni, priva della sua precedente personalità e quasi catatonica, indossando un buffo copricapo da aviatore. Meme Oshino le darà anche un nuovo nome: Shinobu (che unisce le parole “lama” e “cuore”) Oshino.

Kiss-Shot, ridotta alla bambina di 8 anni Shinobu, sulla copertina del manga Bakemonogatari

Per quanto sia protagonista principale solo di Kizumonogatari, la vampira Kiss-Shot è ripetutamente citata o presente negli altri romanzi, anime e manga della serie ed è al centro anche di molti doujinshi, tipiche pubblicazioni giapponesi autoprodotte dai fan. Le altre storie della saga sono incentrate su Koyomi che incontra ragazze posedute da demoni o con poteri soprannaturali.
Il passato di Kiss-Shot è raccontato in Onimonogatari (Storia del demone). Principessa diventata vampira, tentò il suicidio, poi si rifugiò in Giappone fino a quando il suo suddito di allora si uccise esponendosi al sole: al momento dell’incontro con Koyomi la vampira era appena tornata per la prima volta in Giappone.
Altri dettagli sono contenuti nel volume illustrato Anime Monogatari Series Heroine Book 3: Oshino Shinobu (2013). Sappiamo tra l’altro che a rendere Kiss-Shot una vampira, molti secoli fa, è stata la potente Deathtopia Virtuoso Suicide-Master (in Wazamonogatari).

Kiss-Shot nel manga Bakemonogatari n.1

Tra tutte le apparizioni di Kiss-Shot, la più importante è nel film Kizumonogatari, una trilogia diretta da Akiyuki Shinbo e Tatsuya Oishi, distribuita nei cinema in tre episodi: Tekketsu (Sangue di ferro), Nekketsu (Sangue bollente), Reiketsu (Sangue freddo).
Il film Kizumonogatari riprende immagini e situazioni dei precedenti anime, arricchendoli però di sontuosi effetti digitali. I personaggi sono ritratti come nel resto della serie, in base alle illustrazioni di Vofan (Koyomi con una caratteristica ciocca di capelli spettinata, Kiss-shot con orecchie da elfo e grossi seni, Tsubasa con gli occhiali e seni ancora più grossi, Meme Oshino come un hippy alla “grande Lebowski”). Il film, e in parte gli altri anime, sono caratterizzati dal ricorrente uso di cartelli che interrompono le scene (in particolare con le scritte “Noir” e “Rouge”), spesso velocissimi e illeggibili, oltre a un tradizionale mutarsi periodico delle fattezze dei personaggi in buffi pupazzi.

Statuetta di Kiss-Shot

A Kiss-Shot è dedicato un ricco merchandising, in particolare statuette, ma anche cd musicali e videogiochi per PlayStation. Vendutissimi in Giappone i Blu-ray e DVD con gli anime della saga Monogatari.
La vampira Kiss-Shot, dunque, è un curioso esempio di contaminazione tra l’immaginario occidentale e quello giapponese, da scoprire.

Dracula per collezionisti estremi

Di recente si sono moltiplicate le edizioni ultralimitate e speciali del Dracula di Bram Stoker. I più accaniti collezionisti sono stati attratti da volumi in “limited edition”, con una maniacale attenzione a dettagli e innovazioni tipografiche. Qui di seguito gli esempi più eclatanti.

Un video sul Dracula della Folio Society

The Folio Society, casa editrice londinese specializzata in pubblicazioni “lussuose”, nel 2019 ha realizzato un Dracula con introduzione di John Banville, edizione limitata a 750 copie numerate a mano e firmate dall’illustratrice Angela Barrett. Rilegato in pelle color rosso sangue, stampato su carta Abbey Pure Rough, il volume contiene 15 tavole a colori su carta Natural Evolution Ivory e numerosi disegni in bianco e nero che rappresentano luoghi e situazioni del romanzo (lupi, pipistrelli, ragni con ragnatele, alberi, navi, le rovine dell’abbazia di Whitby, edifici di Londra), più 9 disegni ricorrenti (un pipistrello, un crocifisso, lupi che circondano i cavalli, ecc.). Inoltre il libro è dotato di un nastro nero come segnalibro e di custodia ricoperta di tessuto. Prezzo: 260 euro. Il libro è esaurito.

Il contenitore del Dracula in sole 5 copie della Lone Oak Press

Una precedente edizione di Dracula, uscita sempre per The Folio Society nel 2008, aveva invece illustrazioni di Abigail Rorer. Quell’edizione (più economica e non a tiratura limitata) nel 2019 è stata riproposta in una versione speciale di sole 5 copie da The Lone Oak Press (Petersham, Massachusetts), la tipografia dell’illlustratrice. Un contenitore foderato di seta ospita oltre al libro, con frontespizio colorato a mano, un portfolio con nove incisioni firmate da Rorer. Prezzo: 550 euro. Anche questa edizione è esaurita.

Il Dracula della Lone Oak Press

Incredibilmente, è esaurita anche un’altra edizione di Dracula, venduta al prezzo di ben 749 euro. Realizzata nel 2019 dall’editore croato Amaranthine Books, con sede a Zagabria, questa Limited Edition ha una caratteristica unica e inquietante: il titolo del libro è scritto a mano con vero sangue, donato dall’illustratore Vedran Klemens e dal direttore creativo della casa editrice Marko Matijašević (il sangue è stato sigillato con isolante e quindi non mette a rischio il lettore).

Un video sul Dracula scritto con il sangue della Amaranthine Books

Questa edizione di Dracula della Amaranthine, definita “Scholomance Edition”, è limitata a sole 50 copie numerate. La scelta di produrre solo 50 esemplari è un omaggio alle 50 casse piene di terra che, nel romanzo, Dracula porta dalla Transilvania a Londra. Il libro è accompagnato da una scatola in legno che contiene vero terriccio della Transilvania, prelevato nei dintorni del castello di Bran in Romania. Il terriccio, con certificato di autenticità, è stato sterilizzato ed è collocato nella scatola protetto da una lastra di plexiglass. Come se non bastasse, per il libro è stato utilizzato un inchiostro fosforescente sensibile alla luce: la copertina, la costa e 16 illustrazioni a colori all’interno, infatti, sono fosforescenti al buio. Stampato in carta Pergraphica® Natural Rough, con il bordo delle pagine dipinte di nero, rilegato in tessuto rosso similvelluto, il volume è arricchito da diverse piccole illustrazioni di Klemens diffuse tra le pagine e ha un segnalibro a forma di paletto. Per chi si è perso l’ormai esaurita “Scholomance Edition”, però, è ancora disponibile la “Transylvania Edition”, a “soli” 299 euro, in edizione limitata di 666 copie numerate. Stesse caratteristiche del libro deluxe, stessa carta, stesse illustrazioni fosforescenti, ma senza la scritta eseguita con il sangue e senza terriccio della Transilvania (in questo caso il contenitore del libro non è in legno, ma in poliuretano che imita il legno).

La prima traduzione russa di Dracula

Ma chi vuole investire in costosissime edizioni di Dracula ha a disposizione un’altra opportunità, questa volta nell’antiquariato. Al momento attuale risulta ancora invenduta dalla Bernett Penka Books, al prezzo di 2500 dollari, una copia di Vampir, supplemento della rivista mensile di San Pietroburgo “Sinii zhurnal”: si tratta della prima traduzione russa del Dracula di Stoker, apparsa nel 1912. In realtà il fascicolo contiene solo la prima parte del romanzo e la parte seguente apparve l’anno dopo sempre come supplemento del “Sinii zhurnal”. Certamente suggestiva la copertina dell’illustratore satirico Aleksandr Iunger. Chi non è riuscito ad appropriarsi delle moderne “edizioni limitate” di Dracula, e ha 2500 dollari da investire, è avvisato.

Morbius, il vampiro vivente / 11

Dopo la parentesi delle due saghe Maximun Carnage e Fall from Grace, Morbius riprende le avventure nella sua testata personale, per poi migrare momentaneamente su “Nightstalkers”. L’estate 1993 si conferma il periodo d’oro per Morbius, con una quantità di presenze senza precedenti nei fumetti Marvel.

da “Morbius” n. 10

(“Morbius” n. 10) La prima tavola mostra Morbius appollaiato sopra il cinema dove si proietta il film Bram Stoker’s Dracula ed è proprio sul tetto della sala cinematografica che il vampiro vivente porta uno spacciatore di droga per nutrirsene. La notizia di diverse vittime di vampirismo in città raggiunge i Nightstalkers, il gruppo di esperti del soprannaturale composto da Blade, Frank Drake e Hannibal King. Convinto che sia Morbius il responsabile, Blade vorrebbe ucciderlo, ma Hannibal King lo avvisa telefonicamente del pericolo. Morbius, che vorrebbe trovare una cura oltre che per se stesso anche per l’HIV, scopre che il vampiro attivo a New York è una sua vittima, Slaughter (vedi “Morbius” n. 7). Inseguito da Morbius, il vampiro Slaughter è travolto dai vagoni di una metropolitana, ma sopravvive e fugge. Morbius nel combattimento ha scoperto una nuova mutazione provocata dal sangue di demone che gli è stato iniettato: il suo corpo può diventare flessibile e passare anche attraverso strette aperture. Decide quindi di chiedere aiuto ai Nightstalkers, ma nel frattempo Slaughter ha raggiunto l’ex agente della Cia Stroud perché collabori all’eliminazione di Morbius.

(“Nightstalkers” n. 8) Al cimitero di Boston, Morbius e Hannibal King, che condividono alcune caratteristiche vampiresche, si incontrano senza però riuscire ad accordarsi. Per vendetta, Morbius comincia a mietere vittime in città e i Nightstalkers devono eliminarlo. Sopravvissuto alla spada di Blade, Morbius si scontra con Hannibal King e i due si mordono il collo a vicenda. (“Nightstalkers” n. 9) Morbius e Hannibal King continuano a lottare, anche dopo che Blade li ha separati trafiggendo il vampiro vivente con una lancia. Ma Slaughter ha reclutato per la sua battaglia il sovrumano e demoniaco Stonecold che attacca i Nightstalker e Morbius. Blade si ritira dai combattimenti, perché non accetta di aiutare in alcun modo Morbius. Inseguito da Hannibal King e Frank Drake, il mostruoso Stonecold è neutralizzato e Slaughter si dilegua.

da “Morbius” n. 11

(“Morbius” n. 11) Mentre si trovano a bordo di un’auto, Morbius, Hannibal King e Frank Drake sono attaccati da Slaughter. Ne nasce un violento combattimento al termine del quale Slaughter è fatto a pezzi e gettato in un inceneritore, ma il vampiro sopravvive e medita vendetta. Nel frattempo Stroud ha scoperto l’identità segreta di Morbius e lo raggiunge all’ospedale dove lavora per ucciderlo. Stroud spara a Morbius, che però rende innocui i proiettili grazie al suo nuovo potere capace di rendere fluido il suo corpo. La Cia teneva sotto controllo Stroud e lo cattura durante una sparatoria di fronte all’ospedale, facendolo poi rinchiudere in un manicomio. Slaughter telefona a Stroud e lo minaccia di morte per aver fallito.

Morbius, il vampiro vivente / 10

Nonostante mantenga una sua testata personale, Morbius agli inizi degli anni Novanta continua ad apparire come comprimario in altri albi, in compagnia di svariati supereroi Marvel. E’ il caso dell’avventura Maximum Carnage, un cross-over tra diverse testate imperniate sull’Uomo Ragno, pubblicato nell’estate 1993.

“Web of Spider-Man” n. 102

(“Web of Spider-Man” n. 102) Morbius si unisce all’Uomo Ragno, a Venom, Gatta Nera (Black Cat) e altri supereroi per combattere Carnage (alias Cletus Kasady), un pazzo nato da un serial killer e da un alieno. (“Amazing Spider-Man” n. 378) Morbius si introduce di nascosto nel manicomio di Ravencroft, dove era detenuta Shriek (alias Sandra Deel), alleata di Carnage. Il suo compito è scaricare il file con le informazioni sulla donna. (“Spider-Man” n. 36) Morbius, che ora durante il giorno deve riposare in una camera iperbarica, si unisce ancora ai supereroi in uno scontro con Demoglobin, altro alleato di Carnage. (“Spectacular Spider-Man” n. 202) Lottando contro Shriek e Carnage, Morbius viene messo fuori combattimento, quando esita a uccidere dopo i rimproveri di Gatta Nera alla sua crudeltà. Anche gli altri supereroi sono momentaneamente sconfitti. (“Web of Spider-Man” n. 103) La battaglia contro Carnage e i suoi continua, in una New York sempre più devastata da criminali istigati dal villain. (“Amazing Spider-Man” n. 380) Morbius e Nightwatch trovano il covo di Carnage, ma sono messi in fuga. (“Spider-Man Unlimited” n. 2) Mentre Carnage sta per essere sconfitto da Venom, sui tetti di New York Nightwach riconosce a Morbius di essere stato un valido alleato. Ma il vampiro vivente si chiede se il loro prossimo incontro non sarà tra due nemici.

Una successiva avventura, qualche mese dopo, vede Morbius accanto a un altro celebre supereroe della Marvel, Devil (Daredevil), nella saga Fall from Grace.

(“Daredevil” n. 324) Una super-arma, un virus “telepatico” creato dal Pentagono, è andata perduta e Devil deve impedire che cada in mani pericolose, quelle del culto criminale Snakeroot. Morbius al Belvedere’s Castle di Central Park vede Devil combattere contro gli esponenti di Snakeroot e lo attacca, credendolo un criminale. Chiarito l’equivoco, Morbius si rende disponibile per combattere contro Snakeroot, anche perché spera che il virus possa contribuire a guarirlo dal vampirismo. (“Daredevil” n. 325) Sulle tracce del virus, Morbius chiede informazione a uno dei subumani che vivono nei sotterranei della metropolitana, ma Devil lo raggiunge con Elektra per impedirgli di mettere a rischio il pianeta impadronendosi del virus. Tramortito da una scarica elettrica, Morbius non partecipa quindi allo scontro finale tra Daredevil e Snakeroot.

CoronavAMPirus

Quando si parla di contagi si parla di vampiri. Immancabile, dunque, un parallelo tra l’emergenza globale di questo 2020 e l’immaginario vampiresco. Le epidemie del XVIII secolo sono alla base della stessa nascita del termine “vampiro” in Europa.
Quasi contemporaneamente alle epidemie di peste che colpiscono l’Europa centro orientale tra il 1708 e il 1712, la città di Marsiglia nel 1720 (centomila morti) e ancora l’Europa orientale nel 1738, si propaga un’altra epidemia, quella della credenza nei vampiri: i morti tornano dalla tomba per succhiare il sangue ai vivi e contagiarli. Scrive lo psicoanalista Ernest Jones: “Le epidemie di vampirismo raggiunsero il loro culmine nel sud-est europeo durante il XVIII secolo, e durarono sino al secolo XIX. Le più allarmanti si verificarono a Chios nel 1708, in Ungheria nel 1726, a Meduegya e a Belgrado nel 1725 e nel 1732″ (Psicoanalisi dell’incubo, Newton Compton, Roma 1978, p.114). Cominciarono così a diffondersi i trattati sul fenomeno, fino a diventare zimbello degli Illuministi e propellente per la letteratura.


La paura del contagio e dei morti per epidemie è dunque alla base dell’immaginario vampiresco. La stessa creazione di Dracula è stata con tutta probabilità influenzata dai racconti che Bram Stoker ascoltava in gioventù dalla madre Charlotte, che era sopravvissuta all’epidemia di colera avvenuta a Sligo nel 1832.
Il vampirismo viene associato ai virus sempre più spesso, nel XX secolo. Un’epidemia trasforma tutta la popolazione terrestre in vampiri nel film L’ultimo uomo della Terra (1964) di Ubaldo Ragona/Sidney Salkow, tratto dal romanzo breve di Richard Matheson Io sono leggenda (I Am Legend, 1954). Le immagini dell’Eur deserta, dove si aggira Vincent Price, non possono che evocare la Roma vuota dei nostri attuali giorni di quarantena forzata.

Vincent Price in L’ultimo uomo della Terra (1964)


Senza dimenticare i ratti portatori di peste e alleati del vampiro in Nosferatu, il principe della notte (Nosferatu: Phantom der Nacht, 1979) di Werner Herzog, a metà degli anni Ottanta proliferano le storie di vampiri, in letteratura e al cinema, in concomitanza con l’epidemia dell’AIDS, per certi versi simile nelle reazioni di massa alle paure attuali (timore delle infezioni che riduce le interazioni tra persone). Anche nel caso dell’AIDS come per il coronavirus, si sviluppò una sottovalutazione iniziale seguita da allarmismo, colpevolizzando le devianze, con caratteri xenofobici (una malattia “loro” e non “nostra”) e con un surplus moralistico nel caso dell’AIDS (additando i comportamenti sessuali che deviano dalla norma), per ora fortunatamente assente nel caso del covid-19. La trasmissione del virus HIV attraverso lo scambio di fluidi, e il legame con il sangue, non poteva che rinforzare le fantasie sui vampiri, in particolare il nesso tra sessualità e vampirismo.

Nosferatu, il principe della notte (1979)


L’associazione antica del vampiro al pipistrello si è tradotta in vari film dove i chirotteri sono portatori di malattie, come in Le ali della notte (Nightwing, 1979) di Arthur Hiller. Nella realtà, come sappiamo, anche per il covid-19 si è ipotizzata l’origine dai pipistrelli, come già era stato per il virus Ebola.

Flano per Le ali della notte (1979)


La parentela tra virus e vampirismo è confermata in seguito da innumerevoli opere letterarie, cinematografiche e televisive: è il caso delle recenti serie tv The Passage, dove si parla di un’epidemia influenzale che attraversa gli Usa e di un potente virus sperimentato in laboratorio, e V-Wars (http://vampyrismus.altervista.org/v-wars-vampiri-contro-umani/), dove di fronte a un dilgare di vampirismo si concentra l’attività di ricerca sul “paziente zero”.
Al primo portatore di un virus micidiale è dedicato poi il film pseudo-vampirico Paziente Zero (Patient Zero, 2018) di Stefan Ruzowitzky: un’epidemia provocata dal virus mutato della rabbia crea milioni di persone assetate di sangue.
Infine, divertiamoci per una curiosa combinazione casuale. Le corone, visibili al microscopio elettronico, del coronavirus sono dotate di “spike” (spicole, cioè punte, spunzoni) che permettono al virus di “agganciarsi” alle cellule umane. E tre scienziati australiani hanno chiamato S-Spike il loro vaccino sperimentale per il coronavirus. Chi non si ricorda Spike, il vampiro biondo platino della serie tv Buffy l’ammazzavampiri? Interpretato da James Marsters, aveva innumerevoli fan e ha ottenuto persino un suo personale albo a fumetti (di lui riparleremo presto su “Vampyrismus”).

Spike


Possiamo credibilmente attenderci, perciò, che il coronavAMPirus darà nuova linfa ai vampiri del nostro immaginario. Almeno nell’immaginario, infatti, ci contagerà tutti.

Morbius, il vampiro vivente / 9

Il 1993 è un anno d’oro per Morbius: compare in ben 16 albi, sia sulla sua testata personale che su altre della Marvel, come “Doctor Strange Sorcerer Supreme” e “Midnight Sons – Unlimited”. Ora riesce ad avere periodi di normalità e sceglie di non uccidere vittime innocenti, ma solo individui che reputa criminali o pericolosi.

da “Morbius” n. 5

(“Morbius” n. 5) Morbius si è trasferito agli ultimi due piani di un grattacielo all’angolo tra 2nd Avenue e Varney Street, nell’East Village di New York, dove ha un laboratorio per studiare con l’amico Weisenthal una cura per se stesso. Un primo siero guaritivo sembra avere successo, tanto che Morbius, tornato umano, cambia nome in Morgan Michaels. Ma l’effetto è di breve durata: dopo aver subito un’aggressione in strada da una banda di balordi, Morbius sente crescere ancora più terribile di prima la sete di sangue. Di nuovo vampiro, sorprende la banda che lo ha derubato e ne fa strage. Ma poco distante trova il corpo maciullato di una ragazza e viene aggredito dal mostruoso Basilisk, un gigantesco rettile creato con il satanismo da uno psicopatico assassino. (“Morbius” n. 6) Sconfitto Basilisk dopo una lotta sui tetti di New York e in una discoteca, Morbius continua a sperimentare antidoti per la sua condizione.

(“Morbius” n. 7) Grazie a un siero, a una dialisi e a una camera iperbarica, Morbius riesce a tornare umano per brevi periodi. Ne approfitta quindi per iniziare a lavorare come ematologo al St. Judes Hospital, ma Stroud, che sappiamo essere stato agente della Cia, gli sta ancora dando la caccia e recluta a questo scopo Victor A. Slaughter, un ex marine con problemi mentali. Mentre Morbius in forma umana è al cimitero per visitare la tomba della sua Martine (“1961-1992” è scritto sulla lapide), gli uomini di Slaughter lo attaccano, crivellandolo di proiettili. Ma subito Morbius torna vampiro vivente e il suo metabolismo lo risana. Uccide tutti i mercenari e seppellisce vivo Slaughter, dopo avergli spezzato braccia e gambe. (“Morbius” n. 8) Nella sua nuova identità di Morgan Michaels, Morbius al St. Judes Hospital deve prestare le prime cure proprio a Slaughter, sopravvissuto ma morente. Slaughter ai poliziotti che gli chiedono cosa sia successo mormora il nome “Morbius” e dagli agenti apprendiamo che sulla vicenda del “famoso scienziato che trasformò se stesso in vampiro” è stato girato un Tv Movie (forse la Marvel stava progettando qualcosa di simile in quel periodo). Per saziare la sete di sangue senza fare vittime innocenti, Morbius attacca una banda di spacciatori, ma dopo essersi abbeverato dalla gola di un tossicodipendente ha delle terribili allucinazioni.

(“Doctor Strange Sorcerer Supreme” n. 52) Nel suo sonno allucinato, Morbius non può evitare che della sua mente si impadronisca Incubo (Nightmare), il Signore dei sogni nemico giurato del dottor Strange. E proprio Strange percepisce che Morbius è in pericolo: il suo corpo astrale esplora la casa di Morbius, dove il vampiro vivente dorme in stato comatoso, ed entra nei suoi sogni. Per salvare Morbius, il dottor Strange si trasforma in vampiro e gli succhia il sangue avvelenato, rimanendo a sua volta preda di allucinazioni. Incubo mostra a Morbius la sua ex fidanzata Martine (“nel mondo dei sogni, tutte le cose vive possono essere morte… e tutte le cose morte possono vivere”). (“Morbius” n. 9) Nel sogno orchestrato da Incubo, Morbius si sente un vero vampiro a capo di un regno e fa bere il suo sangue a Martine, trasformandola in vampira. Incubo lo tormenta facendo morire e poi resuscitare Martine, ma il Dottor Strange raggiunge Morbius e riesce a farlo uscire dal sogno. Il prezzo che Strange paga, però, è di rimanere intrappolato nei sogni creati da Incubo. (“Doctor Strange Sorcerer Supreme” n. 53) Morbius vuole liberare Strange dall’universo dei sogni, ma a casa del mago si trova di fronte il suo corpo fisico ora posseduto da Incubo. I due combattono, ma il corpo astrale di Strange riesce a liberarsi dal baccello ectoplasmatico in cui era rinchiuso e si impadronisce del corpo di Incubo. Nel mondo reale, il corpo di Strange posseduto da Incubo e il corpo di Incubo posseduto da Strange lottano duramente. Quando Morbius lo morde al collo, Incubo fugge tornando nel suo universo per evitare di rimanere intrappolato nel mondo reale. Il Dottor Strange è salvo e stringe la mano di Morbius.

Sempre nel 1993 fanno qui seguito due storie autoconclusive con Morbius protagonista principale, entrambe nella nuova testata della Marvel “Midnight Sons – Unlimited”, dedicata ai Figli della Mezzanotte.

(“Midnight Sons – Unlimited” n. 1) Morbius è catturato con una rete da Gunther, un uomo in cerca di vendetta perché sua figlia è stata uccisa dal vampiro vivente. Ma Morbius riesce a liberarsi e Gunther lo segue, fino ad assistere a un episodio rivelatore: Morbius salva una ragazza da una banda di teppisti. Ascoltata la storia di Morbius, Gunther lo lascia andare, intimandogli però di non fare più vittime innocenti.

(“Midnight Sons – Unlimited” n.2) La troupe di un programma tv sui grandi criminali ricercati penetra nel rifugio di Morbius. Nonostante siano scacciati dal vampiro vivente, i giornalisti allestiscono un programma in cui gli attribuiscono la responsabilità di alcuni omicidi avvenuti nei sotterranei della metropolitana. Dopo che diverse persone sono state dissanguate nella metro, Morbius decide di indagare. In un tunnel abbandonato trova un laboratorio scientifico e il cadavere mummificato del dottor Emil Kovax, un ematologo sovietico. Dal suo computer ne apprende la storia. Kovax aveva sposato una sua paziente della Transilvania, affetta da vampirismo, ed era nato dalla loro unione un figlio mostruoso, Mordechai, dotato di protuberanze appuntite in tutto il corpo con le quali succhia il sangue trafiggendo le vittime. Prima della caduta dell’Urss, Kovax era fuggito in America per cercare il dottor Morbius, l’unico che a suo parere poteva curare Mordechai. Per proteggere il figlio, Kovax ha costruito uno scafandro che fornisce al giovane mostro sostanze chimiche sostitutive del sangue umano, ma il siero si è esaurito e Mordechai, dopo aver ucciso il padre, cerca nuove vittime nei sotterranei della metropolitana. Quando Mordechai attacca la troupe televisiva ancora alla ricerca di notizie sul “vampiro della metropolitana”, interviene Morbius e lo uccide. Sopravvive solo una giornalista, e Morbius la ipnotizza ordinandole di non occuparsi mai più di vampiri.

Morbius, il vampiro vivente / 8

Agli inizi degli anni Novanta i vampiri stanno per tornare di moda, grazie a film come Bram Stoker’s Dracula di Francis Ford Coppola, e la Marvel fiuta l’aria con grande capacità di anticipazione. Dopo un anno di assenza dalle edicole per il personaggio del vampiro vivente, nel 1992 la Marvel decide quindi di varare un albo interamente dedicato a Morbius, inserendolo tra l’altro in un progetto ardito: creare un cross-over tra vari personaggi, unificati da una storia che prosegue saltando da testata a testata. Nel 1993, poi, la Marvel pubblica anche cinque numeri di una nuova collana “Morbius Revisited”, con ristampe da “Adventure in Fear”.

da “Morbius” n. 1

(“Morbius” n. 1) Ghost Rider e Johnny Blaze sono sulle tracce del criminale sovrumano Blackout e un indizio li porta in un hotel di New York, dove vive Martine Bancroft, la ex fidanzata di Morbius. Martine mostra loro una foto di Morbius, che lei cerca per guarirlo o ucciderlo, e Ghost Rider ricorda di aver visto quel volto in una visione provocatagli da Lilith, la madre di tutti i demoni. Martine racconta la storia di Morbius ed è in contatto con il dottor David Langford che sta cercando una cura per Morbius. In realtà Langford ha creato un siero per uccidere Morbius, su ordine di un misterioso dottor Paine. Lilith vuole a sua volta eliminare Morbius e invia un suo sgherro contro il vampiro vivente. Martine, con l’aiuto di Ghost Rider e Blaze, riesce a portare con la forza Morbius nel laboratorio di Langford per sottoporlo alla cura. Ma, nella notte, un demone di Lilith aveva inserito di nascosto il proprio sangue nel siero destinato a Morbius: quando il vampiro vivente riceve il siero ha una orribile trasformazione e fugge dal laboratorio, andandosi a rifugiare da un amico medico, il dottor Jacob Weisenthal. Tornato momentaneamente umano, ma con nuovi poteri e mutazioni a causa del siero, Morbius cambia look: al suo classico costume sostituisce una tuta di pelle nera (che da questo punto in poi continuerà a indossare) e un lungo cappotto. Quando Morbius torna nel laboratorio di Langford, per recuperare il siero che gli è stato iniettato, trova il corpo di Martine, colpita a morte da un proiettile di Langford perché aveva scoperto il suo tradimento. Furioso, Morbius uccide Langford e poi promette a Ghost Rider di cibarsi solo del sangue di individui malvagi e colpevoli.

(“Morbius” n. 2) Dopo aver vampirizzato vari criminali, Morbius lascia su una delle vittime un messaggio per l’Uomo Ragno, dandogli appuntamento nel luogo del loro ultimo incontro. (“Morbius” n. 3) La richiesta di Morbius ha successo e quando finalmente vede l’Uomo Ragno gli chiede un campione del suo sangue che già una volta l’ha guarito dal vampirismo. Il supereroe rifiuta, ma l’agente Simon Stroud è stato incaricato di neutralizzare il vampiro che sta seminando vittime in città e spara a Morbius. Mentre sta per finirlo, Stroud è abbattuto da una sventagliata di mitra degli uomini del dottor Paine che catturano Morbius. (“Morbius” n. 4) Il dottor Thaddeus Paine, che non prova dolore e ha due mani meccaniche, dedica la sua vita allo studio delle anomalie mediche e ora vuole studiare il caso straordinario di Morbius. Nel laboratorio Paine tortura malati terminali per i suoi esperimenti e sta per sottoporre allo stesso trattamento anche Morbius. Il vampiro vivente riesce a liberarsi, sopprime le cavie umane di Paine per mettere fine alle loro sofferenze e insegue il dottore. E’ però bloccato dall’Uomo Ragno, ma Morbius ha sviluppato un nuovo potere e riesce a controllare la volontà del supereroe, approfittandone per prelevargli un campione di sangue. Nel frattempo Stroud, sopravvissuto grazie a un giubbotto antiproiettile, è sempre sulle tracce di Morbius.

da “Ghost Rider” n. 31

Si interpone a questo punto una partecipazione di Morbius a Rise of the Midnight Son, la saga realizzata attraverso cross-over tra diverse testate. In “Ghost Rider” n. 31 si unisce ad altri otto Figli della Mezzanotte, un gruppo di supereroi soprannaturali (tra i quali ci sono Blade e Ghost Rider), nella battaglia contro Lilith. Nel corso dei combattimenti, Morbius ha occasione di mordere e uccidere il demone che aveva contaminato il siero iniettatogli dal dottor Langford.

I Figli della Mezzanotte contro Lilith (“Ghost Rider” n. 31)